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I Faraglioni di Maria Cristina Migliaccio

 

Dichiarato riserva naturalistica con decreto regionale, il complesso dei Faraglioni e dell'isola Lachea rappresenta un ambiente ecologico e geologico che ha pochi confronti.
Sono i resti di una eruzione vulcanica in mare.
Dalla gente del luogo sono indicati con nomi in dialetto.
Il faraglione 'ranni, cioè grande, è il primo a sinistra; poi c'è quello 'du menzu, quello di mezzo; il terzo è quello 'du zu Gnaziu (di zio Ignazio).
Infine c'è un quarto, un piccolo scoglio chiamato 'd'acceddi (degli uccelli).
Frutto di un'eruzione sottomarina, insieme alla suggestione paesaggistica data dai maestosi basalti colonnari, il piccolo complesso insulare custodisce minerali, quali l'analcime, che per la purezza e trasparenza dei cristalli sono quasi un unicum, assai ricercati da musei e geologi stranieri.
Oltre alla spettacolarità geologica e all'importanza vulcanica, le isolette rappresentano un prezioso ecosistema naturalistico.

L'ambiente marino é molto vario con fondali rocciosi, sabbiosi e fangosi ricchi di specie sia vegetali che animali.
Le oltre 300 specie di alghe osservate dagli specialisti sono distribuite in fasce che vanno dalla superficie sino a circa 70 metri di profondità. Ai sargassi e alle diverse cystoseire delle zone più illuminate seguono i litotamni (alghe calcaree) dei fondali fangosi più profondi e con meno luce.
Di particolare interesse scientifico la fascia a cystoseira spinosa segnalata tra 25 e 40 metri di profondità nell'area dei Ciclopi, e di grande effetto le vaste estensioni di praterie di posidonia oceanica, una delle poche piante fanerogame che hanno colonizzato i fondali marini.

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Anche la fauna offre un interesse non comune: la pescosità di quest'area, anche se oggi si è ridotta, é famosa da sempre, sia per la varietà che per la bontà dei pesci, crostacei e molluschi.
Dal punto di vista scientifico e spettacolare sono da segnalare i fondi coralligeni, ricchi di varie specie di gorgonie e ricoperti da incrostazioni organiche dai colori più svariati e suggestivi, di briozoi, spugne, coralli e alghe calcaree incrostanti.

Tra le rarità di molluschi presenti spiccano per la loro bellezza la mitra zonata, la scala celesti e la coralliophila sophiae.
L'ambiente emerso é inoltre interessante per una sottospecie endemica, la lacerta sicula ciclopica, una tranquilla lucertola che si lascia anche avvicinare, poco timorosa com'è dell'uomo.
Non é difficile osservare uccelli marini e terrestri in tutti i periodi dell'anno. Così i gabbiani reali che numerosi si posano sui faraglioni, il passero solitario e la ballerina gialla, frequenti sull'isola.

Nel periodo primaverile e autunnale si può vedere volare velocissimo tra uno scoglio e l'altro il bellissimo martin pescatore dai vivacissimi colori. In inverno uccelli di ogni specie sostano per poi riprendere la migrazione.
L'isola, concessa dai Marchesi Gravina all'Università per studio e ricerche, ospita un piccolissimo museo, ove é possibile vedere, in bocce sotto alcool, vari tipi di pesci del Mediterraneo.

Probabilmente fu abitata in tempi antichi, visto il rinvenimento di due tombe e di strumenti litici preistorici.
Per visitare il Museo si deve chiedere l'autorizzazione al direttore dell'Istituto di Botanica dell'Università di Catania.