AccessibilitàAccessibilitàAccessibilità Progetto SISC

Le Aci e l'Etna

 

Immagine 4
L'Etna, il maestoso vulcano più alto d'Europa, domina tutto il territorio attorno alle Aci. E' una montagna vivente con migliaia di colori e forme.
La sua sagoma gigantesca torreggia sopra il trasparente mare Jonio, che lambisce la roccia lavica della costa.
E' impossibile sfuggire al fascino del vulcano, ispiratore di poeti, filosofi e viaggiatori. Attira anche l'attenzione degli escursionisti, perchè è possibile esplorare le sue distese laviche, fino ad arrivare al cratere centrale.
La sua parte più elevata, inoltre, ha un utilizzo turistico, collegato agli sport della neve.
In questo senso dispone di adeguati e moderni servizi ed infrastrutture per la pratica delle più diffuse discipline invernali.
L'Etna e il territorio circostante, in special modo l'area cosiddetta delle Aci, furono protagonisti fin dai tempi più remoti di leggende e miti, narrati anche da Omero. Il più noto è quello del Ciclope Polifemo, che, secondo la leggenda, abitava negli antri del vulcano.
Nell'Odissea Omero narra come Ulisse abbia accecato il suo unico occhio e gli sia poi sfuggito con un abile trucco, suscitando le sue ire.
Il gigante offeso, nel tentativo di colpire la nave di Ulisse in fuga, avrebbe scagliato alla cieca in mare dei massi giganteschi.
Questi massi sarebbero i famosi Faraglioni di Acitrezza, vanto e richiamo turistico della cittadina acese.
Immagine 5
Nota anche come Mongibello, l'Etna si distingue per la varietà delle specie arboree e vegetali che ne ricoprono i fianchi e che mutano in ragione della progressione altimetrica, lasciando, infine, spazio ad un paesaggio di evidenti connotazioni desertiche.
Le molte manifestazioni eruttive verificatesi nel corso dei secoli hanno più volte modificato ed alterato il suo profilo, conducendo alla formazione di nuove bocche eruttive, al sorgere di coni secondari e ad una profonda modificazione nell'assetto orografico e morfologico.
Immagine 6
Tra le innumerevoli eruzioni verificatesi (se ne contano almeno 135 in epoca storica) una delle più rovinose fu quella del 1693, che distrusse quasi completamente Catania. Tra le più recenti e spettacolari si ricorda quella del 1983, che risparmiò miracolosamente la città di Randazzo, fermandosi a circa 500 metri dall'abitato.
Per il rilevante significato naturalistico e l'eccezionale valore paesaggistico, antropico ed ambientale, il suo territorio è stato dichiarato Parco Naturale.