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La storia di Giuseppe Palumbo


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Alcuni storici riferiscono che l'isola Lachea fu occupata dai fenici che vi costruirono delle fortificazioni, altri che é stata un luogo di culto; oggi vi si trovano due abitazioni scavate nella marna, che, pare, siano state abitate nel 500 da un certo Rosiniano e nel 647 da un certo Giovanni.
Esse, date le dimensioni, non furono, certo, costruite da un solo uomo; secondo alcuni studiosi, infatti, sono tombe costruite dai Siculi, che trovarono sull'isola una roccia che permetteva loro di scavarla secondo il sistema utilizzato a Pantalica.
Altre tombe, oggi distrutte, dovevano essere presenti sull'isola; una, di fronte al faraglione grande, nel secolo scorso, fu scoperchiata dal mare e lasciò uscire fuori degli scheletri.

La presenza di antichi uomini sull'isola è provata dal ritrovamento, nel secolo scorso, di un'ascia di diorite, risalente all'età della pietra.
Nel 700, durante le incursioni saracene, i bizantini costruirono una fortezza sulla rupe di Acicastello e fortificarono l'isola e, più tardi, verso il 1500 vi si costruì una torretta.
Alla fine del 1600, i Principi Riggio resero abitabile il territorio di Trezza e più tardi, per difenderlo dal mare, a forza di mine, abbatterono una parte dell'isola per creare uno sbarramento fino al Faraglione grande, ma la furia del mare rese vano il tentativo.
Nel 1828, l'isola entrò a far parte del Comune di Acicastello, ma restò in mano ai Gravina, che nel 1896 la assegnarono all'Università di Catania per essere utilizzata come centro studi.
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Nel 1992, l'isola e i faraglioni furono illuminati da un impianto che richiese molti mesi di lavoro, ma gli ambientalisti lottarono e tutto fu eliminato.
Un decreto del 7 dicembre 1989 ha reso la zona che circonda l'isola Lachea Riserva Marina, affidata all'Università di Catania e gestita dall'Ispettorato Centrale Difesa del mare, tramite la Capitaneria di porto di Catania, con l'intento di tutelare l'ambiente.
L'istituzione della Riserva permette la giusta difesa e conservazione delle caratteristiche della nostra isola, uniche non solo nel bacino del Mediterraneo, ma nel mondo.